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"Mammole e tuberose, corolle di verbene..." - Madama Butterfly al Teatro G. Verdi di Padova

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L’allestimento di Beni Montresor per Madama Butterfly di Giacomo Puccini, nato per il Teatro Carlo Felice di Genova, è stato ripreso da Paolo Giani al Teatro Verdi di Padova il 24 e 26 ottobre. Il regista di Bussolengo, deceduto nel 2001, ha interpretato in chiave minimal gli ambienti giapponesi, geometricamente squadrati ma armonici, con un continuo gioco di luci, colori laccati e contrasti cromatici che ricorda le fotografie di Franco Fontana. In un’atmosfera vagamente pizziana si esaurisce la struggente vicenda dell’illusa mousmé , sedotta e abbandonata dal colonizzatore di turno che senza ritegno torna per prendersi il figlio – e viene da chiedersi se Kate non soffra veramente di sterilità o se essa possa essere il simbolo di un’infertilità e di un’invadenza, anche culturale, congenita al mondo americano. 

Rock On Light part 5: R.E.M. - Around the Sun (2004), Buio e malinconia

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L’11 settembre ha lasciato un segno indelebile nella società americana, oppressa da un groppo alla gola da più di dieci anni. I R.E.M. danno vita nel 2004 a uno dei dischi più malinconici e mal riusciti della loro ultra trentennale carriera, imperniato di arpeggi struggenti che richiamano il tema della nostalgia. L’impatto emotivo e sonoro risente di una evidente stanchezza, lasciando spazio a un disco senza pretese, che cerca invano di emozionare con i mezzi più essenziali.

Rock On Light part 4: Isis - Wavering Radiant (2009), Un flash e un addio

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L’ultima fatica degli Isis porta con sè tanta rabbia, che poco ha a che fare con il post-metal. La presenza di Adam Jones in due delle tracce del disco spinge la band verso lidi più progressive e, guarda caso, più vicini ai Tool. Hall of the Dead è un incipit violento e aggressivo, costruito su un possente muro sonoro generato da organo e chitarre, che lascia spazio saltuariamente a delicate parentesi ambient. Ghost Key è il pezzo forte del disco, impreziosito da un tessuto elettronico che alterna momenti delicati ad altri più feroci, galvanizzati dalla voce possente di Aaron Turner. La voce, che per l’appunto nei pezzi degli Isis riveste solitamente un ruolo di secondo piano, proprio qui sembra conferire una maggiore emotività all’atmosfera complessiva.

Rock On Light part 3: Porcupine Tree - Lightbulb Sun (2000), Candore progressivo

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Il pop non è necessariamente commerciale, a maggior ragione se parliamo dei Porcupine Tree. Il disco del 2000 segna il definitivo distacco da quella fase “psichedelica” che li aveva contraddistinti agli esordi, più per una volontà di volersi scrollare di dosso quella fastidiosa etichetta che li vedeva come i “Pink Floyd degli anni Novanta”. In realtà, Lightbulb Sun è un disco che mantiene a tratti intatto il gusto di Steven Wilson per gli arrangiamenti complessi e raffinati. E' un lavoro sincero, che si snoda sul bipolarismo tra fraseggi a tinte solari e parentesi più malinconiche. I testi si rivelano più schietti e diretti, ma non per questo meno impegnati. Rimangono i contrasti sonori già udibili in Stupid Dream , enfatizzati dalle chitarre a tratti distorte e a tratti più rilassate.

Rock On Light part 2: Anathema - Weather Systems (2012), Dinamismo ed emotività

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La nona fatica del gruppo inglese capitanato dai fratelli Cavanagh continua sulla strada già intrapresa con il precedente We’re Here Because We’re Here . Perché sì, abbiamo ancora a che fare con atmosfere calde, progressioni sonore (a onor del vero non troppo audaci, ma pur sempre d’effetto) che sfociano in roboanti palle di suono, melodie sui generis che non risultano neppure troppo complesse. Eppure è innegabile che qualcosa di nuovo stia facendo timidamente capolino. Perchè qui la solarità, le atmosfere calde e avvolgenti, i paesaggi emotivi suggeriti dalle armonie vengono trattati in una maniera del tutto nuova, motivo per cui Weather Systems non può essere definito, a mio avviso, un disco manierista.

Rock On Light part 1: Ulver - Shadows of the Sun (2007), Piccole gemme di paura

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C’è un musicista, a Oslo, che negli anni ha voluto spaziare costantemente da un universo sonoro a un altro. Kristoffer Rygg, in arte Garm, fonda nel 1992 gli Ulver, uno dei gruppi più eclettici degli ultimi vent’anni, ponendosi come pietra miliare dapprima nel panorama metal più oscuro, per decidere di spostarsi poi su lidi più elettronici, fino ad arrivare ad un concetto di musica estremamente personale e difficilmente catalogabile. Shadows of the Sun , settima fatica del gruppo norvegese datata 2007, è il disco più cupo e dimesso della loro carriera, ma anche il più accessibile.

“La Grande Bellezza” tra cultura e fraintendimento

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La tanto ambita statuetta torna tra le mani di un italiano, con pieno merito. Ma “La Grande Bellezza” ha sollevato opinioni contrastanti, per svariate ragioni. Vorrei qui porre l’attenzione su alcune delle critiche mosse al lungometraggio dell’ormai affermato Paolo Sorrentino. Carlo Verdone, in una recente intervista, ha sostenuto che “è un film compreso meglio all’estero che nel belpaese”. Questo perché, a ben guardare, Sorrentino ha voluto portare sul grande schermo un ritratto quanto più vicino possibile alla realtà che non riguarda solo l’Italia, come i più sostengono, ma all’intero mondo occidentale.

Musei multimediali, la cultura espositiva allʼalba del XXI secolo

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Saggio premiato al concorso Europa e giovani 2011 organizzato dall’Istituto regionale studi europei Friuli Venezia Giulia) in “Concorso IRSE Europa e giovani 2011, verbale commissione esaminatrice”, Pordenone; Concordia Sette, 2011. Le nuove tecnologie La diffusione capillare dei computer e lʼavvento di internet hanno segnato in maniera profonda il tempo in cui viviamo dando il via, con la rivoluzione informatica, a quella che già oggi dagli storici viene percepita come una nuova epoca. Questi cambiamenti sono percepibili nella vita di ogni giorno come è possibile notare dalla trasformazione dei mezzi di comunicazione tradizionali. La fruizione museale non è rimasta impermeabile a queste novità e la vocazione multimediale dei nuovi mezzi informatici ha permesso la diffusione di modelli espositivi, più coinvolgenti e dinamici, capaci talvolta di favorire lʼinterazione con il pubblico anche e soprattutto grazie alla loro natura multimediale. Nella mia tesi di laurea che si intitola...